Quando chiedere aiuto può fare la differenza
Quando tutto appare più pesante, l’energia diminuisce e anche le cose più semplici sembrano difficili: la tristezza e la depressione possono essere comprese e affrontate con il giusto supporto.
Come ritrovare energia, senso e direzione
Ci sono momenti in cui sentirsi giù è naturale. Potremmo dire, senza tanti giri di parole che, fa parte della vita, attraversare fasi di tristezza, perdita, stanchezza. Per il Buddismo “la vita è sofferenza”, quindi incontrarla non dovrebbe stupirci, ma ci possono essere fasi in cui qualcosa cambia: la fatica diventa più costante, le giornate sono più pesanti e ciò che prima aveva senso… sembra non averlo più.
Quando la tristezza diventa depressione
La depressione, al contrario di quanto possano pensare in molti, non è semplicemente “essere tristi”, non avere entusiasmo, desiderio… È una condizione più profonda, che coinvolge i pensieri, le emozioni e il corpo.
Sebbene sia caratterizzata spesso da un umore persistentemente basso e una perdita di interesse o piacere nelle attività quotidiane, ci sono delle condizioni depressive in cui le persone mantengono la loro forza vitale, continuano a lavorare, uscire, fare le loro attività quotidiane, ma è come se qualcosa dentro si spegnesse lentamente. Non è debolezza, non è mancanza di volontà.
È uno stato che merita ascolto, comprensione e cura.
I segnali della depressione
La depressione può manifestarsi in modi diversi e spesso questo crea nelle persone, confusione. Si può perfino scambiare uno stato depressivo per un disturbo d’ansia. A volte è evidente, altre volte più silenziosa… i sintomi che la caratterizzano sono però molteplici:
A livello emotivo
- tristezza persistente
- senso di vuoto
- perdita di speranza
- sensazione di essere “bloccati”
A livello mentale
- pensieri negativi ricorrenti
- autosvalutazione
- difficoltà di concentrazione
- visione pessimistica del futuro
A livello fisico
- stanchezza costante
- alterazioni del sonno (insonnia o eccessivo sonno)
- cambiamenti nell’appetito
- mancanza di energia
A livello comportamentale
- isolamento
- difficoltà a svolgere le attività quotidiane
- perdita di interesse per ciò che prima piaceva
La sensazione che raccontano il maggior numero di persone è una “fatica nel vivere”, che coinvolge più aree della vita.
Perché ci si sente così?
Non esiste una sola causa. Sebbene possa esserci, in molte storie un evento scatenante, la depressione può nascere da:
- momenti di vita difficili
- cambiamenti importanti
- relazioni faticose
- stress prolungato
- una particolare vulnerabilità emotiva
e questo fa sì che talvolta la depressione arrivi lentamente, altre volte sembra comparire “senza motivo”. Quello che è importante ricordare – e ripetere a noi stessi però – è che anche quando non ne comprendiamo subito l’origine, ha sempre un senso nella storia della persona.
Depressione e momenti di tristezza: qual è la differenza?
Se la tristezza è un’emozione umana – anche “comune” durante la vita di una persona – come facciamo a distinguerla dalla depressione? Se volessimo spiegarlo in modo molto semplice potremmo affermare che la differenza sta nella durata, nell’intensità e nell’impatto che ha nella vita quotidiana.
In breve potremmo anche sintetizzarlo così:
- La tristezza è temporanea
- La depressione tende a essere persistente
- La tristezza lascia spazio ad altri stati emotivi
- La depressione può occupare tutto lo spazio interno
Quando l’umore basso interferisce con il lavoro, le relazioni e la quotidianità, è importante fermarsi ad ascoltarlo e iniziare a consultare un medico oppure un professionista.
Come uscire dalla depressione
Dai dati che riporta l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stima che circa il 5–6% della popolazione soffra di depressione e che, nel corso della vita, fino al 15–20% delle persone può sperimentare un episodio depressivo. Chi ha sperimentato direttamente la depressione perché se ne è ammalato o perché ha avuto accanto a sé una persona depressa, uscire dal tunnel può sembrare impossibile.
Eppure, la depressione è un processo e come tale, seppur complesso, può essere attraversato.
In un lavoro terapeutico per la gestione di un episodio depressivo o per prevenire una eventuale ricaduta si lavora sui seguenti punti:
✔ comprendere cosa sta accadendo dentro di te
✔ dare senso a ciò che stai vivendo
✔ riconnetterti gradualmente con le tue risorse
✔ uscire dai pensieri negativi ricorrenti
✔ ritrovare energia, direzione e presenza
Personalmente nel mio lavoro, per far sì che si possa fare tutto questo utilizzo un approccio integrato, che unisce gli elementi della psicoterapia strategica alla mindfulness, in particolare al protocollo MBCT .
Depressione e mindfulness: il contributo del protocollo MBCT
Negli ultimi anni, diversi studi hanno evidenziato come la mindfulness possa essere un valido supporto nel trattamento della depressione, in particolare nella prevenzione delle ricadute. Nello specifico, all’interno di questo contesto, si inserisce il protocollo Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT), un approccio strutturato che integra elementi della terapia cognitiva con la pratica della mindfulness.
L’MBCT nasce proprio per aiutare le persone che hanno vissuto episodi depressivi a:
- riconoscere i pensieri negativi ricorrenti
- interrompere i meccanismi automatici che mantengono la sofferenza
- sviluppare un atteggiamento più consapevole e meno giudicante verso la propria esperienza
Uno degli aspetti centrali è imparare a non identificarsi completamente con i propri pensieri, ma a osservarli per ciò che sono: eventi mentali, non verità assolute.
Nel trattamento della depressione, dove i pensieri tendono a diventare rigidi, critici e ripetitivi, questo aspetto può fare veramente una grandissima differenza.
Attraverso pratiche guidate e momenti di consapevolezza nel quotidiano, il protocollo MBCT aiuta a:
- ridurre il rischio di ricadute depressive
- migliorare la regolazione emotiva
- favorire una maggiore stabilità interiore
Un piccolo primo passo
Se in questo momento ti senti bloccat*, puoi – sospendendo ogni forma di giudizio – iniziare da qui:
- Non cercare di “stare meglio subito”
- Inizia a riconoscere come ti senti
- Concediti uno spazio di ascolto
A volte il primo passo non è cambiare, ma smettere di ignorare ciò che stai vivendo, smettere di rimproverarti e iniziare a volerti bene.
Quando chiedere aiuto
Chiedere aiuto può essere difficile, molto difficile, quando manca l’energia… ma è proprio in questi momenti che può fare la differenza.
Un percorso psicologico non fa miracoli, ma può aiutarti a:
- comprendere ciò che stai attraversando
- uscire dall’isolamento
- ritrovare senso e movimento
Alcune domande ricorrenti:
Chi colpisce più frequentemente la depressione?
La depressione può colpire chiunque, in qualsiasi fase della vita. Tuttavia, alcuni fattori possono aumentare il rischio, come periodi di forte stress, cambiamenti importanti, difficoltà relazionali o una maggiore vulnerabilità emotiva.
È più frequente nelle donne, ma negli uomini spesso è meno riconosciuta e più difficilmente espressa.
È sempre necessario rivolgersi a uno psichiatra?
Non sempre è necessario valutare una consulenza da un medico psichiatra. Molte forme di depressione possono essere affrontate efficacemente anche – solamente – un percorso terapeutico. In alcuni casi, però — soprattutto quando i sintomi sono più intensi o persistenti — può essere utile affiancare un supporto farmacologico.
Psicologo e psichiatra non sono alternative, ma possono lavorare insieme in modo integrato.
È vero che con la mindfulness si possono evitare i farmaci?
La mindfulness può essere un supporto molto efficace nella gestione della depressione, e soprattutto nella prevenzione delle ricadute. Sebbene siano stati fatti numerosi studi, la mindfulness può dirsi “un sostituto dei farmaci”, ogni situazione è diversa e va valutata con attenzione.
Se inizio a stare meglio, significa che la depressione è passata?
Il miglioramento è un segnale importante, ma non sempre significa che il processo sia concluso. Spesso è utile consolidare i cambiamenti, per ridurre il rischio che i sintomi possano tornare. Proprio la depressione – purtroppo – è uno di quei disturbi che tende a ripresentarsi.
È proprio su questo aspetto che lavorano molti percorsi, come quelli basati sulla mindfulness.
Si può prevenire una ricaduta depressiva?
Sì, è possibile lavorare sulla prevenzione: imparare a riconoscere i segnali precoci, i propri schemi di pensiero e le modalità con cui si attiva la sofferenza permette di intervenire prima che il disagio diventi più intenso.
Approcci come la mindfulness e protocolli specifici aiutano proprio a sviluppare questa consapevolezza.
Se senti che la tristezza sta diventando qualcosa di più profondo, non devi affrontarla da sol*, ma puoi iniziare un percorso per aiutarti a ritrovare energia, chiarezza e direzione. Contattami per un colloquio chiamando il numero 347.1692195.
In alcuni casi, il malessere può assumere addirittura forme stagionali, come nella depressione estiva. Perché l’estate può essere un periodo difficile e come tale andrebbe affrontato in anticipo. Prova a leggere l’articolo eventualmente e valuta la possibilità di accedere ad un percorso di incontri dal titolo “Attraversare l’estate”. Anche questo può essere un modo per prendersi cura di sè e della propria fragilità.

