Settembre: il tempo della semina
Sarà perché sono laureata in agraria, perché a lungo ho lavorato e vissuto in campagna… sarà perché alcune metafore nella mia vita hanno segnato dei passaggi fondamentali, ma per me, il mese di settembre, è il tempo della semina.
Quando ero alle scuole elementari ricordo in maniera molto vivida l’esperimento di scienze con i fagioli borlotti: la maestra ci fece prendere alcuni semi e, deposti in dell’ovatta umida, ne seguimmo l’evoluzione, fino all’emissione della prima radichetta e poi, del primo germoglio.
Anche quando iniziai a collaborare con l’Associazione Orizzonte ODV anni dopo, uno dei primi laboratori che condussi fu, per l’appunto di Ortoterapia. Piantammo tantissimi semini e insieme ai ragazzi ne seguimmo la crescita. Fino ad ottenere delle piantine da vendere come autofinanziamento.
Se immaginassimo ogni nostra intenzione come ad un piccolo seme, seminare, in questo momento dell’anno significa scegliere di far sì che questa “idea astratta”, questa “energia in potenza” diventi realtà.
Seminare intenzioni: dal pensiero all’azione
Come i buoni propositi, anche le intenzioni, spesso tendono a rimanere tali. Senza colpevolizzarci, è importante dircelo – almeno in questa sede 😊 – perché spesso, sulla scia dell’entusiasmo, di qualcosa che ci è accaduto… intravediamo una direzione da prendere, qualche buona abitudine da introdurre nella nostra vita, poi, nella frenesia delle nostre giornate, ce lo dimentichiamo.
Tenere i semi in dispensa o piantarli nel terreno?
Una metafora molto interessante è quella di vedere le intenzioni come a dei piccoli semini che io posso scegliere di conservare in dispensa – sapendo di averli – oppure piantare nel terreno.
Nella prima ipotesi, avrò la consapevolezza di cosa potrebbe farmi bene, se solo investissi delle risorse, nella seconda ipotesi mi darò – concretamente – la possibilità di raccogliere dei frutti.
Bisogni e valori: le radici da cui partire
Quando iniziano a terminare le vacanze estive, fin da quando ero bambina, alla sola idea che si stesse per riaprire la scuola, venivo colta da un’intensa agitazione. Mi sembrava sempre che fosse il momento giusto per prendere delle decisioni, fare dei cambianti, scegliere chi volessi essere e come volessi presentarmi al mondo – a scuola, agli amici. Oggi che di anni ne sono passati un po’ 😊, quando sta per finire l’estate, dentro di me sento ancora la stessa necessità di fare un bilancio. Forse più consapevole.
Per seminare – metaforicamente e non solo – è fondamentale questa fase.
Di cosa ho bisogno? Nella scorsa stagione, quali aspetti della mia vita non sono stati adeguatamente nutriti? …quali aree sono state trascurate?
Di solito inizio così, con queste semplici domande le mie valutazioni.
Come distinguere i bisogni autentici da quelli interiorizzati
La difficoltà maggiore è capire se le risposte che mi do sono veramente autentiche.
E allora, spesso proseguo con qualche verifica:
Sono bisogni miei o di qualcuno vicino a me? Quale vocina mi sta suggerendo dove investire le mie energie?
Talvolta, quando me la sto raccontando, se sto attenta, riesco perfino a dare un nome alla persona interiorizzata che mi sta parlando!
I bisogni ci radicano, le intenzioni ci orientano, le scelte ci fanno crescere
Riconoscere di chi sono i bisogni ai quali stiamo cercando di dare una risposta è prezioso: ci aiuta ad ottimizzare le risorse che abbiamo a disposizione e a migliorare – decisamente – la qualità della nostra vita.
I valori come radici
Per capire se le necessità alle quali stiamo cercando di sopperire sono realmente nostre, oltre a chiederci se per caso ci ricordano qualcuno vicino a noi, un metodo molto valido, è quello di confrontarle con i nostri valori fondamentali. Sono allineate?
Se le intenzioni sono dei semi, potremmo dire che i nostri valori, sono le radici. Non possiamo cambiarle, non possiamo farne a meno e – soprattutto – non possiamo usare quelle di qualcun altro. Tutto nella vita è mediabile, tranne loro.
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Dal seme al germoglio: la forza del cambiamento
Se nella semina c’è l’intento profondo di fare qualcosa per noi e i nostri bisogni, non è solo un atto di fiducia. È anche una scelta di responsabilità. In fondo, se ci pensiamo, un seme che viene piantato ha bisogno di cura: un buon terreno, dell’acqua, la pazienza di saper aspettare. In alcuni casi del buon concime o dell’antiparassitario…
Il coraggio di rompere il guscio
Così come, nella vita, per far sì che le nostre intenzioni si avverino: non basta formularle, serve nutrirle con azioni concrete, anche piccole, ma quotidiane. Costanti. A volte ci vuole un tempo lunghissimo per far sì che il nostro semino sia pronto… ma quando arriva il momento e con lui il coraggio: il germoglio rompe il guscio, si fa strada nel buio della terra e si espone all’imprevedibilità del mondo esterno.
Dentro il guscio
c’è silenzio e protezione.
Ma niente dura per sempre……e così un giorno
il seme si apre,
spinge verso la luce,
e scopre che il coraggio
è lasciare il buio
senza sapere ancora
quanto grande sarà l’albero.
Germogliare è un po’ come abbracciare il cambiamento. Le nostre scelte richiedono fiducia e dunque, di uscire dalla zona sicura del “potrei” e attraversare l’incertezza del “sto facendo”. Mi metto in cammino.
Le difficoltà lungo il cammino
Quando il piccolo, tenero germoglio decide coraggiosamente di uscire allo scoperto, le difficoltà non sono certo ciò che gli manza: erbacce, infestanti, parassiti, intemperie. Così come a noi, nel corso del cammino, non verranno mai meno le problematiche: distrazioni, abitudini che tornano a farsi sentire, paure che ci trattengono, imprevisti…
Orientarsi verso la luce
Proprio come il seme cerca la luce e orienta il suo piccolo stelo verso l’alto, nonostante il tutto, anche noi possiamo imparare ad orientarci, giorno dopo giorno, ricordandoci di quando abbiamo mosso il primo passo e la fiducia che vi abbiamo riposto.
Conclusioni e spunti pratici
Ogni settembre, dentro di noi, si apre la possibilità di seminare; non di strafare tutto e subito, ma di riconoscere il seme giusto, piantarlo nella terra, e poi affidarci al processo di crescita. E quando quel germoglio spunterà, saremo chiamati a scegliere una direzione: verso quale luce vogliamo crescere?
Come un seme, anche noi possiamo imparare che il coraggio di germogliare è, in fondo, un atto di fiducia nella vita.
Se desideri degli spunti più pratici:
1. Scrivi un bisogno autentico che senti presente nella tua vita oggi.
2. Trasformalo in intenzione: qual è un piccolo passo concreto che puoi fare già da questa settimana? (Non aspettare necessariamente che sia lunedì!)
3. Verifica l’allineamento: questa intenzione rispetta i tuoi valori profondi o risponde alle aspettative di qualcun altro?
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