In primo piano una mano sorregge un bilancino meccanico dove, uno dei due piatti è un po' ammaccato, come se sottolineassi la precarietà dell'equilibrio.
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L’equilibrio non è per sempre

Ricordo una persona che, durante un colloquio, mi disse di avere un bisogno molto preciso: «Vorrei ritrovare il mio equilibrio».

Sentiva di averlo perso e, per quanto si sforzasse, non riusciva più a tornare a quella condizione di stabilità che ricordava.

Fu interessante partire proprio da lì: dall’idea che l’equilibrio fosse qualcosa da “ritrovare”, come se esistesse un punto preciso nel quale tornare.

Per alcuni incontri, insieme a lei, esplorammo la sua vita, i contesti e le situazioni in cui si sentiva in equilibrio… e l’aspetto più interessante fu proprio notare che in nessun ambito, niente era – realmente – equilibrato e, soprattutto, statico.

E se invece l’equilibrio non fosse fatto per durare? Nonostante – spessissimo – ci piacerebbe che l’equilibrio, restasse, come una copertina morbida alla quale stringerci nei momenti, soprattutto, di difficoltà, l’equilibrio per sua natura, è dinamico: si perde, si modifica, si ricostruisce. Spesso, quando le persone – o i miei pazienti – mi chiedono di parlare della Mindfulness, mi raccontano che, vedendo che medita, immobile sul cuscino o sul tappetino, si potrebbe pensare che la pratica serva a diventare sempre più stabili, imperturbabili, quasi immuni da ciò che accade, dalla realtà circostante. Ma questo non sarebbe né possibile né, forse, desiderabile.

La vita è imprevedibile, gli eventi ci destabilizzano, le relazioni ci mettono alla prova, il corpo cambia, noi stessi cambiamo e l’ambizione dovrebbe essere, piuttosto che la stasi, un aumento della nostra capacità di tollerare.

La pratica non serve a sottrarci tutti i disagi, le difficoltà, i cambiamenti che incontriamo, ma piuttosto: ad allenare la nostra abilità di accorgerci quando stiamo perdendo il centro, quando stiamo diventando insofferenti, quando ci sentiamo frustrati, arrabbiati, doloranti, e – soprattutto – quando è fondamentale smettere di reagire per cominciare a confortarci.

Ogni volta che la vita ci mette davanti l’imprevedibile, il punto non è accanirci per rimuoverlo o evitarlo, ma adoperarci per starci insieme, in contatto. Per ristabilire un equilibrio. Non quello di prima o quello che abbiamo conosciuto. Un nuovo equilibrio, adatto alla persona che siamo oggi, in questo momento, e a ciò che stiamo attraversando.

“C’è una poesia silenziosa nell’osservare il lento procedere delle nuvole nel cielo. Si muovono in fila, come uccelli, leggere, piano, con delicatezza. Facendoci pensare che niente stia cambiando. Finché arriva il temporale.”

E tu, quale equilibrio stai cercando di ritrovare?
Forse non si tratta di tornare dove eri, ma di scoprire quale nuovo equilibrio è possibile costruire a partire da dove sei oggi.

Se senti il bisogno di allenarti a stare con maggiore consapevolezza dentro ciò che cambia, il protocollo MBSR può essere uno spazio in cui iniziare a farlo.
Il 9 settembre presenterò gratuitamente il nuovo percorso, contattami per avere il link della serata.

Mentre, se desideri avvicinarti alla pratica, mi piacerebbe invitarti a Gocce di Mindfulness, lo spazio – virtuale – dedicato alla pratica, alla quale puoi accedere ogni settimana, on line, direttamente da casa tua, gratuitamente.

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